Sai Tu la Terra ove i Cedri fioriscono?
Splendon tra le brune foglie Arance d'Oro
pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro
umil germoglia il mirto,alto l'alloro........
(J.W. Goethe)

venerdì 25 luglio 2014

Torte in Pasta di Zucchero parte II.....o meglio centri tavola per un 18mo e gli scatti ritrovati :P

Lo so sono un pochetto pazzarella....ma purtroppo è capitato.... le foodbloggers in ascolto mi capiranno....di cosa parlo???
avete presente quando avete in borsa o per casa 1,2 ma anche 3 memorie della reflex (non si può mai sapere meglio abbondare) che tenete care come  fossero reliquie??!! ecco io non riuscivo a capire che fine avesse fatto una di queste dove avevo solo pochi scatti per fortuna....ma mi erano cari,molto cari.....e già perchè si trattava di un lavoro fatto giusto l'anno scorso a Luglio per un 18esimo compleanno di una persona molto cara,chi mi segue dall'anno scorso si ricorderà di questo Post  era la prima parte,oggi finalmente condivido con voi la seconda con gli scatti ritrovati.....dov'erano .....ovviamente in una borsa estiva ben conservata   : P
Quindi oggi nessuna ricetta ma solo condivisione pura di un "dolce" lavoro,considerate però le foto di un anno fa,non che sia migliorata ma non avevo allora la reflex ed ero ancora più frana di quanto sono adesso.
....centri tavola decoro per un 18esimo compleanno,nel post precedente che vi ho indicato troverete quello della festeggiata!!!




..

...Per sempre me ne andrò per questilidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
in eterno

(Gibran Kahlil Gibran)








Il tema giustamente non poteva che essere il Mare


in tutte le sue sfumature........















Confesso che vederli sui tavoli di quella meravigliosa villa a bordo piscina.....è stata una bella emozione ed una grande soddisfazione.






La lingua non è sufficiente a dire....
....e la mano a scrivere.....
....tutte le meraviglie del mare...

(Cristoforo Colombo)





"Non fare lo scorfano brontolone! Quando la vita si fà dura sai che devi fare? Zitto e nuota
nuota nuota, zitto e nuota nuota nuota e noi ?che si fa? nuotiam nuotiam!

(Dory dal film "Alla ricerca di Nemo" )

















Per chi è già in vacanza buona continuazione e per chi come me deve ancora andarci......santa pazienza.....arriverà presto !


Alla Prossima.


mercoledì 23 luglio 2014

Semifreddo al miele di Zagara,Pesche Tabacchiera caramellate e Pistacchio di Bronte.

In questo post ho cercato di racchiudere in un dolce alcuni dei prodotti della mia Isola,colori e sapori si fondono in un fresco semifreddo che ha la dolcezza del miele di zagara come fondo,la nota croccante e sapida dei pistacchi di Bronte,le pesche Tabacchiera caramellate che già in natura sono dolci e profumatissime e per finire un lieve tocco dato dal vino liquoroso che è lo Zibibbo altra tipicità Isolana....quanto mi piace è davvero un nettare delicato che si accompagna bene con preparazioni dolci e biscotti.












Ingredienti
per 4 persone

120g di miele di Zagara
300g di panna montata
100g di pistacchi di Bronte
3-4 pesche Tabacchiera dell'Etna
1 uovo
3 tuorli
circa 4 cucchiai di Zibibbo (vino liquoroso)


Preparazione

Iniziate e lavare e sbucciare le pesche tabacchiera,tagliatele a fettine o dadi e saltatele in padella con circa 20g di miele,fate andare per poco a fuoco lento poi irrorate con lo zibibbo e fate sfumare,spegnete e fate raffreddare.Nel frattempo in una ciotola montate l'uovo,i tuorli e la rimanenza del miele(100g più o meno) con delle fruste elettriche fino a raggiungere un composto spumoso,a l termine montate a parte la panna,ebbene che sia fredda da frigo si monterà più facilmente.Incorporate i due composti,di panna e uova,aiutatevi a mescolare con una spatola ma senza smontare il tutto,mescolate dal basso verso l'alto,in fine unite i pistacchi sgusciati.
Foderate degli stampini a vostro piacimento di pellicola trasparente,adagiate sul fondo le fettine di pesche tabacchiera(che poi capovolgendo il semifreddo saranno in bella vista sulla parte alta) e riempite lo stampino del composto ottenuto,mettete in frizzer per almeno 4 ore.
La delicatezza e la scioglievolezza dei semifreddi è piacevolissima ed è quello che li caratterizza.

N.B.
Come avrete notato ho usato le uova crude,questo perchè conosco la loro provenienza,di galline allevate a terra in maniera del tutto naturale nello specifico date da mio suocero e quindi sono sicurissima della loro genuinità,ma se voi avete dei dubbi sulla provenienza o comunque preferite non correre rischi vi consiglio di pastorizzarle.
trovate QUI alcune Info.






Vi lascio qualche Info sulla Pesca Tabacchiera

La pesca tabacchiera, detta anche pesca saturnina, platicarpa o nettarina piatta  è una cultivar di pesca diffusa in vari continenti. Tale pesca è nota per essere di qualità nettamente superiore alla pesca noce.
Di dimensione medio piccola, dalla forma schiacciata come una Tabacchiera e dal sapore intenso ma dolce, ha polpa morbida e bianca.
Nel 1869 la pesca tabacchiera venne introdotta dalla Cina e negli Stati Uniti con buoni risultati di produzione, fino a diventare molto popolare negli anni 90.
In Italia è tradizionalmente coltivata in Sicilia, nei comuni di Adrano,Biancavilla,Bronte,Maniace, Mojo Alcantara e Roccella Valdemone.
La pesca Tabacchiera dell’Etna, prodotta nel Parco dell’Etna, è un presidio Slow Food.
Fonte liberamente tratta dal web:Wikipedia.








La zagara dall'odore inebriante da cui si ricava un miele color champagne dal profumo intenso e ricco di vitamina C







Vino dolce liquoroso Zibibbo:
Lo Zibibbo è sia il nome di un vitigno sia del vino dolce liquoroso che se ne ottiene. La parola "zibibbo" deriva dalla parola araba zabīb  che vuol dire “uvetta”o "uva passita". Sinonimi di zibibbo sono: (come vino) Moscato di Pantelleria, di Alessandria, Moscatellone; (come uva) Salamonica e Salamanna.
L'uva zibibbo, originaria dell’Egitto è stata introdotta per opera dei Fenici a Pantelleria dove tuttora ne viene coltivata la quasi totalità della produzione nazionale. Di origine araba sono invece i caratteristici terrazzamenti dell'isola in cui viene coltivato il vitigno. Oggi lo Zibibbo viene allevato con una coltura moderna "cordone speronato" in Sicilia e con particolare successo nella zona di Mazara del Vallo ed in particolar modo con risultati eccellenti all'interno della riserva naturale del WWF "Riserva Gorghi Tondi" le cui uve producono un vino secco di grande pregio, ideale per abbinamenti con ostriche e pesci dalla carne bianca come saraghi orate ecc. ecc. (il Rajah della tenuta Gorghi Tondi ha vinto moltissimi riconoscimenti internazionali). Dall'uva zibibbo si ricava non solo il vino zibibbo secco, ma anche il moscato di Pantelleria.
Fonte liberamente tratta dal web :Wikipedia











Dell'Oro verde di Bronte....bhè ormai penso ne sappiate più di me......












Buona settimana.

venerdì 18 luglio 2014

Coppa Mousse di Yogurt Greco alla Vaniglia e Ribes rosso

Si potrebbe definire una Cheesecake destrutturata,ma di sicuro c'è che è buonissima dal sapore fresco,dolce e delicato come dovrebbero essere i dolci estivi.
Devo dirvi che i dolci al cucchiaio e specialmente quelli in coppa come questi,trovo siano fra i più appaganti in particolar modo se poi hai anche  la luna storta per un determinato motivo....Ahinoi il cibo in generale ed in particolare i dolci sono fonte di vero conforto e appagamento.
Non trovate?
Mi sono divertita un sacco a comporre questa coppa ad adagiare sopra il ribes e la bacca di vaniglia come decoro ormai vuota dai semini profumatissimi....una vera fonte di relax.
Non indugio e vi lascio la ricettina,mi raccomando regalatevela questa estate o fate felice qualcun'altro!








Ingredienti:
La ricetta della mousse è stata tratta dai "I Quadernoni di Alice Cucina"

per 4 persone
500g di yogurt greco
250g di panna montata
4 cucchiai di zucchero a velo
i semini di 1 bacca di vaniglia
50 ml di latte
circa 250g di Ribes rossi più quelli  per il decoro
4 biscotti tipo Digestive
aroma a piacere per il biscotto.



Preparazione:

Scaldate il latte con i semini della bacca di vaniglia (tagliate la bacca a metà e con la punta di un coltellino affilato prelevate i semini strisciando la lama per tutta la lunghezza della bacca) per 5 minutini e poi lasciate raffreddare.A parte versate lo yogurt in una ciotola,il latte che filtrerete e lo zucchero a velo,mescolate.Montate la panna e incorporatela al composto per bene,mescolate dal basso verso l'alto senza smontare,noterete come la consistenza si trasforma magnificamente fino a diventare una soffice mousse.

Montaggio della coppa:

In ogni coppa sbriciolate alla base 1 biscotto tipo digestive,come si fa per una cheesecake e arometizzatelo a piacere con qualche goccia di Alchermes o qualcosa di fruttato,distribuite ora vari chicchi di ribes e adagiate sopra la mousse,finite con dei grappoletti di ribes e decorate con biscottini o la bacca vuota di vaiglia profumatissima(come in foto),prima di servire fate raffreddare in frigo per mezz'oretta.


Facile,delicata e fresca ;)
































martedì 15 luglio 2014

Pasta con le Sarde....(Pasta cche' Saddi)

Ancora un'altra specialità della mia Sicilia e ancora un piatto tipico del Palermitano.....sono ricette che mia madre (vi ho detto che è Palermitana)ha sempre preparato in casa,piatti per cui và matta e che mentre mangia si bea pensando alle sue origini palermitane che se pur trattasi di una città Siciliana ha tradizioni culinarie molto molto diverse da quelle Catanesi,come del resto anche usi,tradizioni,folklore e mentalità....si anche quella cambia e tanto,io sono un pò la fusione e il frutto di queste due estremità Isolane....Palermo e Catania (il mio Papà è Catanese).
Palermo città dove sono nata,molto bella e ricca di storia con cui ho un legame ovvio di origine materna,città che avrei voluto conoscere meglio durante la mia infanzia per stabilire un maggior senso di appartenenza.....ma le cose vanno come devono andare e priorità più forti di una figlia adolescente,curiosa,vogliosa di vita,di ridere e gioire in tutta serenità,hanno avuto la meglio;
Catania, città che amo fortemente a cui sono legate a doppio filo da diversi fattori....anzitutto sono cresciuta in una mite collina della sua provincia di cui mi sento parte integrante(e trovo ineducato e alquanto fastidioso sentirne parlar male,specialmente dai residenti "non paesani" tiè,l'ho detto!!) e che mi ha regalato ricordi bellissimi,di fronte a me la mia bella signora Etna che paradossalmente mi "protegge" con la sua forza e maestà.......
.....ora mi giro e vedo un fantastico Mare Ionio in cui sin da bambina mi sono bagnata e divertita da morire.....tutto qui parla di mio Padre,di mio Marito e di mio Figlio che sono Catanesi nel sangue.....i miei Tre magnifici ed insostituibili Uomini della mia vita,due ne sono instancabili Pilastri e del terzo spero di diventarlo a mia volta,persone per cui inutile dirlo....sono perdutamente innamorata,ovviamente in questi sentimenti rientra anche la mia Mamma.
Chiaramente anche la mia cucina risente di questi influssi e spesso varia da Pa a Ct ma la vince sempre.......voi che ne dite?



.......lì dove c'è il tuo cuore è la tua casa......





Questo post non è nato con la consapevolezza di fare dell'outing,ma scrivendo spontaneamente a volte può capitare di far uscire qualcosa di celato e non ho alcuna voglia di cancellarlo,va bene così.


E poi va bhè lo sapete,amo sperimentare tante cose,piatti diversi e i dolci poi....Mmmm quelli li amo davvero tutti!!!
:-) vedrete il prossimo che delizia!






Per questo piatto ho voluto cambiare il formato di pasta che solitamente è il bucatino,devo dire che mi è piaciuta anche così.


Ingredienti:

Per 4 persone :

400g di Bucatini o mezze maniche (come in foto)
500g di Sarde
uvetta sultanina q.b.
pinoli q.b.
finocchietto selvatico q.b.
3-4 filetti di acciuga o in mancanza pasta di acciughe
1 bustina di zafferano
base per un soffritto (sedano,carota,cipolla)
sale q.b.
olio evo

Per la Mollica abbrustolita

6 cucchiai di pangrattato
sale q.b.
1 cucchiaino di olio evo.


Preparazione:

Pulite e bollite i finocchietti selvatici,al termine lasciateli da parte a raffreddare poi li tagliate a pezzetti e lasciate ancora a parte l'acqua di cottura dei finocchietti che vi servirà più avanti.
Pulite le sarde,magari potete chiedere al vostro pescivendolo di fiducia di farlo per voi altrimenti dovrete squamare,deliscare,togliere le interiora,testa e code e se volete e ci riuscite anche la pelle.Tagliate le sarde a pezzetti e preparate una bella base per un soffritto e appena si sarà rosolato un pò mettete in padella l'uvetta,i pinoli e i filetti d'acciuga salata,mescolate qualche secondo e proseguite aggiungendo le sarde,ora lasciate rosolare ed insaporire per bene. A questo punto aggiungete lo zafferano ed in fine i finocchietti,mescolate e bagnate con l'acqua di cottura dei finocchietti messi da parte,lasciate andare fino ad ottenere una morbida salsa.

Per la mollica abbrustolita da mettere sulla pasta,potete usare un padellino sul quale metterete il pan grattato,sale e 1 cucchiaino di olio,mescolate di continuo evitando di bruciarla dovrà avere un bell'aspetto tostato (come in foto)ma non bruciato.

Cuocete in fine la pasta usando in parte tutta l'acqua di cottura dei finocchietti ed eventualmente aggiungendone dell'altra.Al termine scolate,mantecate la pasta alla salsa delle sarde e servite .Vi consiglio di mettere la mollica abbrustolita in una ciotola a parte in maniera tale che i commensali possano servirsi autonomamente.













Se non vi piace la mollica vi assicuro che anche senza è squisita !!!!



Con questa ricetta partecipo al  Contest "La Cucina Italiana nel mondo verso l'Expo 2015"
organizzato dalle bravissime Donne e amiche, le Bloggalline in collaborazione con INformaCIBO




PARTECIPA ALL'IMPERDIBILE CONTEST DI BLOGGALLINE E CUCINA ITALIANA NEL MONDO VERSO EXPO 2015!


A presto.



martedì 8 luglio 2014

Si va di ....Panelleeee!!

Quest'oggi andiamo di salato con una preparazione tipicamente Siciliana e più precisamente del Capoluogo di regione:Palermo!
Le Panelle sono storiche fanno parte dello street-food palermitano praticamente a tutte le ore,vi assicuro che sono di una facilità estrema ma di certo non avranno il sapore identico alle "stradarie" che vengono fritte in un mare di olio che non è ...come dire.....del tutto vergine,nel senso che si è concesso più e più volte a friggere,friggere e rifriggere panelle senza mai essere cambiato ma piuttosto unito ad altro olio in perpetua ebollizione,un pò come le Crispelle (o Crispeddi) che si friggono nei pentoloni in strada per S.Lucia (13 Dicembre) qui nel Catanese,per chi volesse dare una sbirciatina trova il post "folkloristico" QUI ,le immagini lasciano molto a desiderare ma mi perdonerete....ero alle primissime armi.
Ma andiamo alle gustose Panelle.......


















4 Semplici ingredienti : 500g di Farina di Ceci, L 1,5 di acqua,Prezzemolo e sale q.b.


Preparazione:

Avrete bisogno di un bel tegame capiente dove setacciare la farina ed unire poco alla volta tutta l'acqua,attenti in questo passaggio perchè è importante non formare grumi,non appena tutto è ben amalgamato unite un trito fine di prezzemolo ed una buona presa di sale.Mescolate di continuo a fuoco medio fino a quando il composto non inizierà a "sbuffare" come se bollisse,sarà pronto quando mescolando si staccherà dalle pareti del tegame.A questo punto versatelo in un contenitore per alimenti qualunque,ne prenderà la forma perfettamente e non è necessario mettere c.forno o simili.Lasciate raffreddare,in frigo questo avverrà più velocemente e a quel punto potrete sformare le panelle(noterete che saranno umide,"sudate" ma è normale non preoccupatevi) ed affettarle come in foto,lo spessore sarà di 4 mm circa,mettete a preriscaldare dell'olio (del buon olio di oliva,mi raccomando)in padella che vi servirà per friggere le vostre panelle, assumeranno un colore dorato e una consistenza croccante al punto giusto.
Volendo,prima di friggerle ovviamente,potete anche congelare il panetto e ritrovarvelo pronto da affettare e friggere scongelandolo per tempo.
Si servono con dei bei panini caldi appena sfornati,qualcuno mette un limone spremuto in mezzo, (di solito in Sicilia,ma penso anche nel resto d'Italia, i panifici cuociono il pane alla mattina e al pomeriggio tardi così da avere sempre dei bocconcini freschi,morbi e fragranti) e con una birra freddissima...Mmmmm !!!!













Dimenticavo,tradizione vuole che il pane debba avere sopra il "cimino" (sesamo)


A presto.

giovedì 3 luglio 2014

Carrot Chiffon Cake....la Fluffosa!!! parte seconda

Ogni promessa è debito e quindi eccomi con la seconda parte del post precedente come avevo promesso,la Chiffon cake ovvero la Fluffosa per la sua straordinaria consistenza e delicatezza, la precedente è la ricetta base già buona e profumata....questa di oggi è la variante con le carote,la Carrot Chiffon che devo dirvi è veramente veramente deliziosa,non vi resta che provare ne sarete entusiaste e direte #iomangiolafluffosa! 
valgono sempre tutte le raccomandazioni del caso che avevo scritto nel post precedente pena qualche scatafascio,leggete QUI.
Ed ora si va in sceeena......









Ingredienti:



Questa è la stessa ricetta tratta dal libro California Bakery che ho usato per la prima Chiffon,in questo caso ho solo dimezzato le dosi ma la riuscita ovviamente è la stessa.
Con queste dosi io ho preparato 2 ciambelle dal diametro 20
eventualmente potete farne un'unica usando un diametro più grande tipo un 24 a bordi alti meglio se di alluminio.
Per tutte le raccomandazioni del caso,per chi ancora non ne fosse al corrente, vi rimando QUI.


150g di farina 00
200g di zucchero
200g di carote (pesate al netto della buccia)
8 g di lievito per dolci
un pizzico di sale fino
4 uova
150 ml di acqua
60 ml di olio di semi di girasole
un cucchiaino di essenza di vaniglia
la scorza grattugiata di 1 limone piccolo
2 g di cremor tartaro

Per decorare
zucchero a velo q.b
mandorle con la buccia tritate grossolanamente



Preparazione:

Stessi passaggi,iniziamo a setacciare le polveri in una ciotola,farina,lievito,zucchero e sale a parte separate i tuorli dagli albumi,nella ciotola con i tuorli unite l'acqua,l'olio,vaniglia e la buccia del limone e le carote tritate in maniera molto sottile, quindi mescolate velocemente e unite pian piano le polveri della prima ciotola a quest'ultimo composto,adesso montate con le fruste elettriche per qualche minuto,dovrete raggiungere una consistenza omogenea e spumosa.A parte montate anche gli albumi con il cremor tartaro a neve ferma,quindi unite con una palettina e senza smontare i due composti,amalgamate per bene il tutto mescolando dal basso verso l'alto.Versate il composto nello stampo che avete scelto e infornate in forno statico e preriscaldato a 160° per circa 45 minuti poco più.Lasciate raffreddare rima di procedere a sformare il dolce.
Spolverate di zucchero a velo e lasciate cadere delle mandorle tritate grossolanamente.
Servite e BEATEVIIII  .



Purtroppo stavolta non ho potuto offrirvi la "fetta",questa tortina è stato un dono e mi sembrava giusto arrivasse intera.





A presto


#iomangiolafluffosa e voi ?!

martedì 1 luglio 2014

Chiffon Cake....o la Fluffosa !!!......prima parte!

Finalmente riesco a mettere su questo post ......non vedevo l'ora di "Fluffare" anch'io questa deliziosa torta ha contagiato tutte le care amiche BLOGGALLINE ed è stato subito ammoooore...adesso l'epidemia dilaga sempre più e si sperimentano le varie varianti,io oggi vi offro la base di questa torta soffice che più soffice credetemi non ne esistono,questo post è la "prima parte" ricetta base, in settimana se riesco pubblico la "seconda parte" ovvero la variante "Carrot Chiffon Cake" Mmmmm amici miei è una goduria estrema, vedrete vedrete.
Intanto raccomandazioni per chi ancora non lo sapesse.E' una torta tanto buona quanto capricciosetta nel raggiungere il risultato finale,il problema non si pone se siete munite dell'apposito stampo americano,alto,con foro centrale come per ciambella,in alluminio e con i famosi piedini,è uno stampo che non va nè unto nè infarinato questo perchè inizialmente serve che la torta rimanga attaccata al suo stampo permettendoci di poterla capovolgere fino a raffreddamento,questa manovra servirà a mantenere tutta la sua maestosa altezza e morbidezza pena "miserabile afflosciamento",quelli che come me non sono muniti del cosiddetto strumento magico,dovranno un pò arrangiarsi e andare cauti,Ok a stampi in alluminio e abbastanza alti eventualmente prolungate l'altezza con carta forno,se hanno il foro centrale va bene altrimenti non fa niente pazienza,verrà comunque alta e soffice.
Intanto vi presento la prima Fluffy nata in casa Zagara & Cedro.























Ingredienti:

Premessa importante e doverosa per evitare spappolamenti e scatafasci.


la ricetta prevede uno stampo dal diametro 26 per Chiffon Cake o Angel  Food
l'importante è che sia in alluminio e che abbia i bordi molto alti oppure prolungate voi l'altezza con la carta forno almeno di 15 cm vi accorgerete che il preparato ha grandi volumi.
Per la Chiffon che ho preparato io ho usato uno stampo in silicone che ho imburrato per bene ed infarinato,ma così facendo si è subito staccata afflosciandosi un pochetto,ma il risultato come vedete è comunque soddisfacente.Se voi avete uno stampo per ciambella in alluminio è perfetto,vi basterà prolungare l'altezza con carta forno e capovolgere lo stampo sul collo di una bottiglia,(visto che non sarà fornito di piedini)non imburrate e non infarinate quando si sarà freddata staccatela piano piano con la lama di un coltello.




La ricetta è tratta dal libro California Bakery

300g di farina 00
300g di zucchero
15g di lievito per dolci
2,5g di sale fino
7 uova medie
300 ml di acqua
125 ml di olio di semi di girasole
i semi di mezzo baccello di vaniglia o un cucchiaino abbondante di essenza di vaniglia
la scorza grattugiata di un limone bio
2,5g di cremor tartaro (agente naturale lievitante)


Preparazione

In una capiente ciotola mescolate gli ingredienti secchi che avrete setacciato quali,farina,lievito,zucchero e sale.A parte dividete  i tuorli dagli albumi in altre due ciotole,in quella con i tuorli unite,l'acqua,l'olio,la vaniglia e la scorza grattugiata del limone,mescolate brevemente ed aggiungete poco alla volta gli ingredienti secchi della prima ciotola quindi montate con fruste elettriche il tutto per qualche minuto fino a quando non avrete ottenuto un impasto omogeneo e ben montato.Nella ciotola con gli albumi aggiungete il cremor tartaro,a questo punto montate a neve ferma con le fruste elettriche e di seguito unite i due composti poco alla volta con una palettina leccapentole e mescolate delicatamente dall'alto verso il basso per non smontare il tutto.Versate nell'apposito stampo o secondo i consigli dati in alto e mettete in forno statico a 160° per circa 1 ora e mezzo,controllate di tanto in tanto perchè questo tempo di cottura può variare da forno a forno.
Non appena sarà pronta e dorata,capovolgete subito lo stampo(vedi consiglisopra) e lasciate raffreddare,appena fredda staccate la Chiffon dalle pareti con la lama di un coltello in maniera delicata e sformate.Coprite con zucchero a velo e servite.Si mantiene ben morbida per qualche giorno,meglio se avete un contenitore per torta adatto a conservarla.







Mi sono dilungata un pò ma ci tenevo che fosse tutto chiaro per un'ottima riuscita a che si accinge a provare questa delizia!



Nel  prossimo post......




Ehi.....rimanete collegati !!!!

#iomangiolafluffosa

coming soon!


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